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ALCUNI FRA I POST PIU BELLI  DI...  

SEI DI SAN SALVO SE...
I POST  STORICI
DI PEPPINO ROMONDIO



Peppino Romondio
Mio padre Michele Romondio , militare ed ex-partigiano della brigata Savona
Peppino Romondio
Gonfalone della città di San Salvo


Peppino Romondio

  • Lucia Fitti Il significato dello stemma, grazie!!!
    28 marzo alle ore 16.41 · Mi piace
  • Peppino Romondio E' lo stemma emblema ereditato dai frati cistercensi della Real Badia S.Salvi (da real deriva la corona).L'emblema simboleggia una botte (uva e vino) piena di spighe di grano (farina e pane) con sotto due rami (ulivo e alloro ). L'ulivo è simbolo di pace mentre l'alloro dal termine Lauro indica laurea sinonimo di antica sapienza
    28 marzo alle ore 16.49 · Modificato · Mi piace ·1
  • Stefano Marchetta Peppì è quercia e alloro
    28 marzo alle ore 17.52 · Mi piace · 1
  • Peppino Romondio Tra l'altro lo stemma originale cistercense non aveva i rami sotto ma era solo una botte di legno con le spighe e la corona 
    28 marzo alle ore 18.40 · Mi piace
  • Stefano Marchetta Sì è stato arricchito in sequito
    28 marzo alle ore 21.21 · Mi piace
  • Gaetano Antonio Masciale c'era anche un gonfalone pitturato dalla ormai defunta ARTESE ROSINA, mio padre lo portava annodato alla sua tromba da banditore ma non ricordo che fine abbia fatto.
    7 maggio alle ore 20.30 · Modificato · Mi piace
  • Lucia Fitti Grazie Peppino Romondio!!
    7 maggio alle ore 20.53 · Mi piace

Peppino Romondio



  • Peppino Romondio
    foto di Peppino Romondio.
    3 ore fa · Mi piace
  • Umberto Di Biase ...a me piace pensare che quello, sulla sponda sud, sia un faro..il faro di Buca.
    3 ore fa · Mi piace · 1
  • Peppino Romondio anche a me piace l'idea !!! forse però era a c/da Marozzo di Montebello .... un pò più a sud
    3 ore fa · Mi piace
  • Peppino Romondio Buca Frentanorum era un importante porto militare del popolo italico frentano, il golfo bucano era esteso e forse accorpava la costa da Penna Luco (Puntapenna) fino a Petacciato
    3 ore fa · Mi piace
  • Peppino Romondio Histonium prima di Roma era poca cosa
    3 ore fa · Mi piace
  • Umberto Di Biase Plinio il giovane parlava del "Trigno portuoso", però sinceramente con il pescaggio di quelle imbarcazioni romane...lì non c'è abbastanza fondale...sei tu lo studioso. 
    3 ore fa · Mi piace · 1
  • Peppino Romondio L'antico disegno della costa ha subito erosioni e sconvolgimenti con derivazioni forzate sullo sbocco del trigno. L'antico fiume trigno, secondo i libri antichi , sboccava a mare con tre rami di cui quello detto Major era risalibile con piccole imbarcazioni
    3 ore fa · Mi piace
  • Peppino Romondio Strabone a proposito ha lasciato indicazioni geografiche specifiche .... pare che Buca distava 200 stadi di navigazione da Lesina (Ho il testo originale tradotto in latino ma è cosa un pò pesante)
    53 minuti fa · Modificato · Mi piace
  • Umberto Di Biase Cerchiamo di scoprire le coordinate approssimate e tra un paio di mesi andrò a farci qualche immersione.
    3 ore fa · Mi piace · 1
  • Peppino Romondio OK
    3 ore fa · Mi piace
  • Umberto Di Biase Ero bravo in latino, ma forse me la cavo meglio in acqua. ahahah
    3 ore fa · Mi piace · 1
  • Peppino Romondio
    3 ore fa · Mi piace · 2
  • Peppino Romondio
    3 ore fa · Mi piace · 2
  • Umberto Di Biase da lacrime 
    3 ore fa · Mi piace · 2
  • Umberto Di Biase ...per un campanilista poi.....
    3 ore fa · Mi piace · 2
  • Nicola Fanghella Roba forte ragazzi.... sono emozionato nel sapere che ci sono molte persone che come me sono attratte dal nostro passato cercando di riempire quel vuoto che in molti, a volte volutamente, a volte per pigrizia o pressappocaggine, si sono impegnati a non voler riempire.
    circa un'ora fa · Mi piace · 2
  • Peppino Romondio Giuseppe Romain Joly scrisse nel 1891: 
    “Histonium est au couchant de Buba,Buca de Pline,dont le nom modern est Marozzo. C'est un bourg peu èloignè de l'embrouchure du Frigno o Trigno. 
    (Joseph Romain Joly- Ancienne Gèographie Universelle -Tomo I pag 95 –anno 1891)
    41 minuti fa · Mi piace
  • Peppino Romondio Strabone nella sua opera scrisse: 
    ...Buca dei frentani a confine con Teano Apulo (Civitate di Puglia) dista 200 stadi marini dalla palude lagunare ( Lesina)” ............................“Dopo il lago (Lesina) si naviga per Buca Frentanorum distante 200 stadi dal gargano. (STABO,Hyp.Hist.,L. V -VI ,p57 ) 
    Duecento stadi marini erano circa 25 miglia romane ovvero quasi 37 Km.
    Secondo Strabone dopo 37 Km di navigazione dal lago di Lesina si raggiungeva la città frentana di Buca,ubicata probabilmente sulla costa tra Termoli e Puntapenna nell'area Marozzo vicino al trigno da Plinio definito “flumen portuosum” e poi compresa nella quarta regio augustea detta Samnium.
    “Sequiter regio quarta gentium,vel fortissimarum Italie.In ora Frentanorum a Tipherno flumen trinium portuosum,oppida: ISTONIUM, BUCA,ORTONA,ATERNUS AMNIS....“(Plinio) 
    Plinio collocò la città frentana di Buca tra Ortona ed Histonium con un errore di sito giustificabile perchè la sua era solo una relazione militare sui porti zonali e non un trattato di geografia come gli scritti di Strabone e di Claudio Tolomeo
  • Peppino Romondio Secondo il geografo alessandrino del II secolo d.C. Claudio Tolomeo
    la città di Buca Frentanorum aveva come coordinate geografiche 41°,40 di latitudine e 41°,40 di longitudine, mentre la città di Histonium era a 41°,30 e 41°,45.
  • Peppino Romondio Nel 1651 Philipp CLUVER in “Introductionis in universam geographiam,tam veteram quam novam“ collocò la città di Buca vicino alla foce del trigno.
  • Peppino Romondio Domenico Romanelli scrisse: “BUCA,anche detta Bucara,Bica e Buba,per molti è Termoli e per altri è Marozzo nelle immediate vicinanze“. (D. Romanelli, Antica topografia istorica del regno di Napoli).
  • Peppino Romondio e di Buca così scrisse anche Massimo Fabi nel 1856 nella sua Corografia Antica :
    “Buca,Buba o Boyca,città del Sannio nella sponda del mare superum,a poca distanza dalle isole diomedeee , era porto dei frentani.La sua posizione è dubbia anche se Reithard la riporta a Termoli
  • Umberto Di Biase e allora perchè "Il Trigno portuoso"?
     
  • Peppino Romondio Perchè Buca era vicino al trigno ed era porto militare dei frentani
     
  • Umberto Di Biase Forse in quei tempi c'era più fondale
     
  • Peppino Romondio di sicuro !!! hai visto la nostra costa senza le barriere stava del tutto sparendo .... immagina in oltre 20 secoli cosa ha divorato il mare..... ricorda poi le modifiche fatte dai d'Avalos sulle derivazioni fluviali .... mettici l'opera dell'uomo nei secoli ed ottieni questo risultato frutto anche di bradisismi,maremoti ecc ecc
     
  • Umberto Di Biase Dottò ho fatto centinaia di immersioni in quella zona...solo qualche bossolo da 30 cm....niente altro.(a parte le spigole) ahah
  • Peppino Romondio Negli anni settanta il prof.Filippo Di Donato dell'università di Pescara fece effettuare alcuni rilievi foto-aerei ad infrarossi sulla costa settentrionale termolese. Di Donato ipotizzò 
    nei fondali la presenza dei resti di una città distrutta da un bradisisma ed indicò l‘esatto punto nel tratto nord di Termoli (a circa 5-6 Km) lungo la costa tra trigno e sinarca.
    E' difficile indicare comunque con esattezza il sito di Buca perchè a riguardo occorrono ancora precise indagini di archeologia classica e subacquea.
     
  • Peppino Romondio Umbè s' era facil l'aveven già rituvit da nu pezz !!!!
     
  • Peppino Romondio Umbè s' era facil l'aveven già rituvit da nu pezz !!!!
     
  • Umberto Di Biase A nord di Termoli c'è solo l'aspro, un fondale di 10 metri al traverso del grattacielo...ma è solo roccia e qualche astice.
     
  • Peppino Romondio buoni gli astici !!!! secondo me bisogna esplorare meglio i fondali del tratto tra il sinarca e il trigno
     

Peppino Romondio

Peppino Romondio
Icona d'Abruzzo

Peppino Romondio
Anno 1834 -San Salvo contava 1223 abitanti di cui 583 maschi e 640 femmine


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Peppino Romondio
I greci chiamavano l‘adriatico Adriatikos ed invece i romani ilo ciamavano Hadriaticum - Adriaticus o Superum mare.Nel medioevo diventerà il Mar di Venetia ed anche Mar Dalmaticum. L‘adriatico è chiamato dagli albanesi Deti Adriatik e dai croati Jodransko More . Si ritiene che il nome di questo mare fosse derivato dalla colonia romana di Hatria (Atri) anche se altri studiosi pensano che tale nome sia derivato dalla città veneta di Adria vicino Rovigo. L'adriatico è lungo circa 800 Km ed è largo circa 150 Km, ha profondità variabili da 300 mt nella parte più settentrionale fino ai 1200 mt nella parte più meridionale. I fondali dell'adriatico come gli abissi del restante mediterraneo conservano le antichità di molti navigli naufragati.

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Peppino Romondio

Peppino Romondio
Dal lontano settecento San Salvo aveva la Taverna badiale, locanda citata nell’onciario, nei carteggi dei frati celestini vastesi e in diversi documenti dell'archivio storico del comune di San Salvo. Questa fattispecie di locanda era un ritrovo di piazza per i sansalvesi .In tale taverna si giocava a carte e alla morra fino a tarda notte. I sansalvesi dopo la passatella di vino spesso tornavano alle case mezzo sbonzi . La“Taverna badiale” confinava con la dimora del signor Andrea Ciavatta . Il locandiere gestore del 1742 era Carmine Ciavatta il quale da affittuario della taverna pagava 40 ducati d’affitto per gestire la locanda. Le frequenti sbronze spesso terminavano con litigi e discussioni tra i compaesani frequentatori della taverna. I sansalvesi con con lunghe cappe nere sfidavano il freddo invernale e si riscaldavano con i caminetti a legna o con bracieri a carbonella ed ovviamente un boccale di vino alla locanda di sicuro spezzava quei freddi. Alla Taverna badiale si poteva anche dormire sul rumoroso materasso di foglie secche di granone.
Rari erano i foresterieri di passaggio che pernottavano alla taverna del borgo sansalvese costretti al mattino perfino a svuotare all'esterno della stradina il pitale di coccio smaltato dove durante la notte avevano fatto i bisogni.

Peppino Romondio
San Salvo 1895


Peppino Romondio
.
Il 12 marzo 1950 i contadini sansalvesi con zappe e forconi occuparono il bosco motticce.Volevano disboscare ed utilizzare tali terreni come poderi agricoli. I carabinieri arrestarono 23 manifestanti . La protesta sansalvese continuò ancora il 13 e 14 marzo 1950 e continuò l'occupazione del bosco.Da Chieti arrivarono centinaia di carabinieri. L‘occupazione del bosco motticce venne smobilitata senza fatti di sangue grazie soprattutto all’intervento dell‘onorevole comunista marsicano Bruno Corbi, il quale garantì ai contadini sansalvesi il suo interessamento politico in merito a tale questione. Alcuni mesi dopo il sindaco del paesino Domenico Cervone venne informato dalla prefettura provinciale che le autorità competenti avevano concesso il via libera al disboscamento del motticce. Gli amministratori sansalvesi assegnarono in enfiteusi diversi lotti di risulta ma tali concessioni diedero origine a diverse critiche e dissapori politici

Peppino Romondio
 

Peppino Romondio
.Bevete un cinzanino !!!!


  • Peppino Romondio Riscossione contributo dalla cassa depositi e prestiti per la costruzione dell'edificio scolastico (la scuola vecchia)
    22 marzo alle ore 17.56 · Mi piace
  • Fernando Sparvieri Interessante, sopratutto la pubblicità. Poi oggi ce la prendiamo con la RAI. Ha origini antiche.


Peppino Romondio

Le stradine sansalvesi nel 1909 erano ancora senza asfalto ed avevano un selciato in terra battuta e pietre. Specie d'inverno le pozzanghere abbondavano e le stradine si trasformavano in vere latrine anche perché le abitazioni non avevano ancora i servizi igienici. Contro queste cattive abitudini i decurioni sansalvesi nel 1909 emanarono rigorosi divieti che permettevano la minzione solo in aree distanti oltre 50 mt dall'ultimo fabbricato del borgo. Le nuove norme vennero emanate per l’igiene urbana e vietavano anche la coabitazione con gli animali domestici tipo: polli,conigli,capre e maiali.

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Questa cartina è degli anni '40
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Nella notte del 15 ottobre dell'anno 1761,il brigante beneventano Pietro Palumbo fù sorpreso a rubare sacchi di farina presso il mulino pantanello. Venne freddato con l'archibugio dal mulinaro Domenico Angelucci,fattore dei frati celestini vastesi,e alcuni mesi dopo quest'ultimo venne assassinato presso la cascina rurale di piana Sant'Angelo un casolare restaurato che era sorto sul sito di un antica domus romana andata distrutta. Questo casolare medioevale è ancora oggi in piedi nell‘area saliventana-sansalvese. Passò dopo l'enfiteusi dei monaci celestini vastesi più volte di mano e alla fine tale stabile giunse agli eredi romani della famiglia Nasci.


Peppino Romondio
Nell’estate del 1567 la flotta del Solimano turco capeggiata da Pialy Pascià compì una scorreria lungo le coste dell'adriatico centrale.I turchi ottomani saccheggiarono Ortona,S.Vito, Vasto, San Salvo e Termoli poi subito dopo attaccarono anche le isole Tremiti,dove fallito il tentativo di sbarco dal 5 all'8 agosto per tre giorni assediarono l'arcipelago tremitese prima di abbandonare la loro impresa.
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Nel 1526 alcune famiglie slave raggiunsero anche il borgo sansalvese dove si integrarono con i residenti sansalvesi e collaborarono nella coltivazione dei cereali.I diversi carteggi dell’epoca riportano i nomi di alcuni slavi cerealicultori delle terre sansalvesi. Uno di loro era Pietro Francovicchio(Francovich) ma c'erano anche i fratelli Gaspare e Annibale de' Rado (Radovacz) e molti altri ancora . (A.Slade,doc.1576 carteggi d'Archivio del notaio Viti ).


Peppino Romondio

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L'operazione contro il brigantaggio nel vastese portò al comandanteChiaffredo Bergia il conferimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:
"Per l'intelligenza di cui dette prova nelle replicate perlustrazioni ed inseguimento, nonché per l'incontestabile valore spiegato nei due successivi combattimenti lottando corpo a corpo col famigerato capo banda d' Alena e col brigante Pomponio, i quali rimasero uccisi nel conflitto. - Bosco Dogliola e Furci (Chieti), 27 settembre - 2 ottobre 1870'

Allo stesso fatto d'armi va riferita anche la seguente lettera scritta di pugno dall'allora brigadiere Chiaffredo Bergia:
"San Buono, 6 novembre 1870. Al sig. Comandante l'Arma del Circondario. Prevengo la S. V. Illustrissima che oggi stesso, porgendo i miti ringraziamenti ai componenti la Giunta municipale di Lentella, ho pregato il Sindaco a volersi compiacere distribuire le lire 50, accordatemi per la distruzione della banda Pomponio, nel seguente modo: ai poveri di quel Comune, L 20; ai danneggiati dal terremoto nella Calabria, L. 10; all'asilo infantile di Chieti, L 10; all'Istituto delle figlie dei militari Torino, L. 10. "


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Peppino Romondio

Intorno al 1600 il distretto vastese aveva terre produttive per 305 milamoggi napoletani su una superfice totale di 384 miglia quadrate.
Il circondario del vastese comprendeva 41 comuni secondari. I boschi ingombravano le contrade di: Atessa,Scerni,Carpineto e Santo Salvo con estese selve nel Motticce e Bufalara.La legna e le ghiande abbondavano come gli animali selvatici: lupi,capri,volpi,lepri,cinghiali, martore, allodole, beccacce, starne,oche,anitre,colombe,tordi e altri pennuti.
In tali boscaglie si annidavano pericolosi rettili soprattutto vipere ed aspidi.
Nei boschi di Lentella e Villa Cupello i porcari raccoglievano prelibati tartufi neri (tuber nigrum), more e asparagi selvatici. Nella vallata di Dogliola vi erano tratti sabbiosi anticamente ricoperti dal mare dove ancora oggi le rocce calcaree presentano tipiche impronte di pesci e mulluschi. Nei terreni di Villa Cupello e Santo Salvo vi erano aree infette da solfato di calce. Tra Tufillo,Dogliola e Fresagrandinaria, vicino alla sponda sinistra del trigno si coltivava il riso ma tali coltivazioni spesso provocavano miasmi, esalazioni nocive e malattie mortali. Venivano raccolte molte erbe selvatiche spontanee : cicorie,boraggini,cime di vitalba, luppoli,foglie molli e funghi. Negli orti si coltivava la robia indigena (Rubia Tinctorum) con le cui radici le donne zonali tingevano i panni,grembiuli e berretti. I panni di lana venivano colorati di verde con i decotti di foglie di carciofo (Cynaria 
Sedimus) ed invece di giallo con i decotti di cortecce di melo selvatico (Pyrus Malus). Gli orti venivano concimati e ingrassati con spazzature di stalla,sterchi animali e residui di latrine. Gli orti producevano ottimi: cavoli, rape,cicorie,lattughe,bietole,agli,cipolle,carciofi, peperoni ,cardi,finocchi, rafani,carote,zucche, cetrioli, boragini, zucchine e patate.


Peppino Romondio
A Bologna nell’aprile 1916 il sansalvese Vitaliano Ciocco all’ateneo della facoltà dimedicina e chirurgia discuteva la sua tesi di laurea dal titolo:”condotta del chirurgo nelle ferite del torace” e subito dopo analizzava due casi di clinica medica,due casi di clinica chirurgica ed uno di necroscopia clinica.



Peppino Romondio
Il 30 luglio 1627 un forte sisma con numerose scosse d‘assestamento provocarono molti crolli in capitanata di puglia. Un vento caldo australe, in puglia chiamato Favonio ed in abruzzo invece detto Garbino , aveva preceduto il gravissimo terremoto. Il sisma provocò molti crolli anche in molise e abruzzi. Rovinò molte città e fece crollare dimore a: San Severo,Torremaggiore, Serracapriola, Lesina, S.Nicandro, Troia, Camporino, Termoli e Tremiti. Gravi danni si ebbero anche in abruzzo e molise a: Ripalta, Montenero, Santosalvo, Vasto, Casalbordino, Francavilla, Ortona e Lanciano.
Vicino Lesina l’acqua dai pozzi si rovesciò all’esterno e sulle rive del fortore il mare arretrò all‘improvviso di circa due miglia poi d‘impeto si rovescò sulla costa distruggendo tutto ciò che incontrava. L’acqua riversata emanava dei nauseabondi odori sulfurei. (Atti del Real Istituto di scienze naturali di Napoli-Anno 1863-pag 321-322)

Peppino Romondio
Questo decreto borbonico parla di un notaio all'epoca residente a San Salvo, qualcuno mica ne ha mai sentito parlare ???

Peppino Romondio
Visto che sta per arrivare S.Vitale , vi presento il cardinale Pier Luigi Carafa o meglio Petrus Aloysius Carafa colui che ha donato le reliquie di San Vitale alla città di San Salvo nella prima metà del settecento.


  • Peppino Romondio Tutti i sansalvesi lo avevano sentito nominare ma pochi avevano visto la sua effige tratta da un coevo libro del settecento.
    28 marzo alle ore 20.01 · Mi piace · 1
  • Peppino Romondio 
     Il 15 dicembre 1755 mons.Pier Luigi Carafa, abbate commendatario della badia de SS Vito e Salvo si spegneva a Roma all'età di 79-anni non ancora compiuti e dopo 27 anni di cardinalato. La salma del cardinale della diocesi di Ostia-Velletri venne tumulata nella cattedrale romana di S.Andrea delle Fratte al lato destro della cappella di S.Francesco di Sales.
    A memoria del probo cardinal Carafa venne eretto un avello con la statua che lo raffigurava genuflesso.La scultura venne realizzata da Pietro Bracci (1700-1773) artista toscano allievo del maestro romano Bartolomeo Chiari. La lapide sepolcrale del card.Pier Luigi Carafa di Belvedere con l’iscrizione settecentesca incisa sul marmo venne invece posizionata nel pavimento della chiesa di fronte alla stessa cappella. 
    (Lorenzo Cordella,Memorie storiche de‘ Cardinali della Sacra Romana Chiesa-Anno 1794 pag.236-237)
    Il card.Pier Luigi Carafa generoso coi poveri,probo con le chiese e luoghi pii era stato anche compassionevole con gli infermi ed aveva detenuto molte prebende e titoli presbiteriali, diaconali, vescovili e cardinalizi.Poco prima di morire era divenuto Decano
    del Sacro Collegio. Aveva collaborato con 3 pontefici. Clemente XI lo aveva inviato come vicedelegato in assenza del preside Marcello d’Este ad Urbino dove poi restò a governare per tre anni e poi fù nominato Chierico della Camera e maggiordomo per-
    sonale del card.Renato Imperiali il quale nel 1708 lo portò con se a Milano come Legato. Nel 1713 divenne Nunzio in terra toscana e quattro anni dopo Segretario de‘ Vescovi e Regolari.Tale carica lo condusse al Cardinalato col titolo di S.Lorenzo in Panisperna. Sotto papa Benedetto XIV arrivò al vescovado di Albano,Ostia e Velletri. 
    (Giuseppe De Novaes-Elementi della storia de‘ Sommi Pontefici-p.142-Napoli 1822)
    28 marzo alle ore 20.14 · Modificato · Mi piace
  • Peppino RomondioDopo l'abate card. P.L.Carafa , morto a dicembre del 1755,la Santa Sede nominerà il neo-abate commendatario de’SS Vito e Salvo : il nobile napolitano card. Giovanni Costanzo Caracciolo de‘ principi di Santobono (19/dic/1715 - 22/sett/1780),diacono di S.Eustachio e dal 1759 cardinale di S.R.Chiesa. Il card.Caracciolo principe di Santobono morirà nel 1780 e verrà sepolto nella cattedrale romana di S.Eustachio. 
    (Ann. Pont.-Anno 1790-pag 80)
    28 marzo alle ore 20.17 · Mi piace · 2
  • Eugenio Di Petta Sei un grande 
    28 marzo alle ore 22.26 · Mi piace · 1
  • Luciana Colameo Complimenti
    29 marzo alle ore 11.59 · Mi piace · 1

Peppino Romondio
San Vitale con la barba lunga

  • Nicolino Ciavatta tropp bell
    3 ore fa · Mi piace · 1
  • Fernando Sparvieri nghi la varve o senza la varve, pi nì Sande Vetale è sempre nu Suante 'nghi li baffe.
    2 ore fa · Modificato · Mi piace · 1
  • Peppino Romondio 
    2 ore fa · Mi piace · 4
  • Luigi Morrone San vitale di marittima!
    2 ore fa · Mi piace · 1
  • Fernando Sparvierii  Uè! miche ci sta nu sole Sande Vetale pi la fire!
    2 ore fa · Mi piace
  • Liliana D'Angelo Però a Ravenna il dito di San Vitale ...non c'è ..ci sono rimasta male ..
    2 ore fa · Mi piace
  • Peppino Romondio  è una storia molto lunga quella di S.Vitale
    2 ore fa · Mi piace · 2
  • Fernando Sparvieri Peppì. Sintetizzila.
    2 ore fa · Mi piace · 2
  • Liliana D'Angelo Don Cirillo ci diceva sempre che noi avevamo tutto il corpo .,e solo il dito di San Vitale stava a Ravenna ...
    2 ore fa · Mi piace · 2
  • Peppino Romondio  non è cosa da quattro righe Fernando (il mio libro spiega bene diverse parti di questa strana storia )
    2 ore fa · Mi piace · 1
  • Peppino Romondio  ti posso solo dire che i resti di San Vitale sono dislocati in diverse chiese ( forse anche troppe )
    2 ore fa · Modificato · Mi piace · 1
  • Liliana D'Angelo Mah ...comunque la chiesa di San Vitale non è una chiesa ...l'ho visitata ed è bellissimo
    2 ore fa · Mi piace · 1
  • Liliana D'Angelo Ma di San Vitale nessuna traccia
    2 ore fa · Mi piace
  • Peppino Romondio  quella di Ravenna è una basilica molto bella e ricca di preziosi mosaici bizantini
    2 ore fa · Mi piace · 1
  • Fernando Sparvieri In attesa della pubblicazione del tuo prezioso lavoro, che già mi hai mostrato e non basterebbe un anno per leggere tutto, secondo me hai già risposto. Come al solito dove finisce la storia ed inizia la leggenda è sempre difficile capire.
    2 ore fa · Mi piace · 3
  • Peppino Romondio  All’estero e in Italia vi sono molte chiese titolate a S.Vitale.Nella penisola si contano 32 chiesette ubicate nelle città di: Ravenna,Roma,Napoli,Parma,Venezia,Pistoia, Granarolo d'Emilia(BO), Calderara di Reno(BO), Medaglino (PD), Misasno di Zocca (MO), Lemignano Collecchio (PR),Baganza(PR), Salsomaggiore Terme(PR), Besenzone (PC), Pomaro di Piozzano (PC), Olmo di Gattatico (RE),Carpineti (RE), Borgonato di Corte Franza (BS), Seniga (BS), Masano di Caravaggio (BG), Olate di Lecco (CO),Pessano (MI),Busca (CN),Annone Veneto(VE),Caggia (VE), Castelnuovo Vicentino(VC),Romalio(TN),Muzzana(UD), Montecchio Maggiore(VC) Rovere Veronese (VR) , Marittima (LE) e San Salvo (CH). 
    Queste ultime due città sono gemellate da settembre 1984.La città apula di Marittima festeggia S.Vitale martire dal 1589 mentre la gemella S.Salvo soltanto dal 1746.
    circa un'ora fa · Mi piace · 1
  • Fernando Sparvieri  Per chi fosse interessato all'argomento vi posto un video di Marco Granata, che insieme a Giovanni Artese, ha anche pubblicato un libro su San Vitale.http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded...
    Effigi di San Vitale - Video Marco Granata
    Marco Granata, appassionatissimo di San San Vitale Martire,percorre un viaggio alla scoperta delle effigi del Santo, Patrono di San Salvo.
  • Peppino Romondio  Il vescovo milanese S.Ambrogio nel 393 a Firenze nell‘“exhortatio virginitatis“diede notizie anche delle ritrovate reliquie di S.Vitale. Disse S.Ambrogio che Vitale era schiavo di Agricola (forse un ebreo) e furono entrambi condannati al sulpizio nella città di Bologna. Per primo Vitale subì ogni tipo di tortura al fine di condizionare il padrone Agricola al pentimento. A detta di S.Ambrogio non vi era parte del corpo di S.Vitale senza ferite o segni di tortura. I romani dell‘imperatore Diocleziano dopo le inutili 
    torture, li crocifissero entrambi.Secondo Gian Domenico Gordini i cadaveri furono poi sepolti nel cimitero ebraico di Bologna.
    (G.D.Gordini- Vitale e Agricola,santi martiri di Bologna in Bibl.Sanctorum –T.XII-Roma 1969) 
    I corpi dei due martiri vennero ritrovati a Bologna nell‘anno 393 e furono dissepolti dal vescovo milanese S.Ambrogio alla presenza di Eustachio vescovo di Bologna che poi diffusero il culto dei due martiri. Parte delle reliquie di S.Vitale vennero portate a Firenze, a Roma e Milano,altre vennero concesse al vescovo di Nola, al vescovo di Rouen ed al vescovo di Clermont. La cattedrale di Ravenna, città natale di S.Vitale, sorse nella seconda metà del sec.V quando già il culto del martire S.Vitale era arrivato a Napoli 
    allora città del ducato bizantino. Tra il 550 e il 660 la città di Napoli era sotto il ducato bizantino con capitale a Ravenna. Le reliquie giunte a S.Salvo alla metà del settecento erano quelle che erano state depositate a Roma presso la Santa Sede.
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  • Peppino Romondio S.Vitale è festeggiato a San Salvo il 27 e 28 di aprile come anche a Ravenna che festeggia il santo martire dal IX secolo.Invece Bologna festeggia S.Vitale il 4 novembre poichè segue 
    un locale calendario liturgico del sec.IX e non il Martirologo Romano del 1586.
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  • Peppino Romondio  Adesso è più chiara la faccenda !!!!
    circa un'ora fa · Mi piace · 1
  • Liliana D'Angelo Grazie interessante
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  • Peppino Romondio  è una questione di date
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  • Liliana D'Angelo Bravo Peppì
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  • Peppino Romondio  è il santo del nostro paese ed è giusto sapere in proposito
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  • Liliana D'Angelo Infatti
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  • Peppino Romondio ovviamente restano ancora molti dubbi : San Vitale era un soldato romano semplice ? un graduato cavaliere romano ? un semplice cittadino latino servo di Agricola ?? è difficile dire cosa realmente era ma di sicuro fu un martire della chiesa cattolica
    circa un'ora fa · Modificato · Mi piace · 4
  • Evelyn Ortolano Grazie signor Peppino Romondio per questa splendida lezione di storia .io sono molto devota a San Vitale
    31 minuti fa · Mi piace · 2

  • Fernando Sparvieri Per chi fosse interessato all'argomento vi posto un video di Marco Granata, che insieme a Giovanni Artese, ha anche pubblicato un libro su San Vitale.http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded...
    Effigi di San Vitale - Video Marco...
    YOUTUBE.COM|DI FERNANDOSPARVIERI


Peppino Romondio
GUAGLIOOOOO' !!!!!!!! .... S' TAFFERR POVER E TA' !!!!

Zi Fileppe Nutarangele (Filippo Notarangelo)

  • Peppino Romondio ... e ni z davam a l' cacchiat !!
    20 marzo alle ore 18.32 · Mi piace
  • Peppino Romondio il termine "Cacchiat" deriva dalla voce del verbo "Truciolare" che indica anche "Zagaiè" o meglio darsi al piede
    20 marzo alle ore 18.38 · Modificato · Mi piace ·1
  • Umberto Di Biase trusciulijei semmai ahah
    20 marzo alle ore 18.38 · Mi piace · 2
  • Peppino Romondio italianizzato in Truciolare
    20 marzo alle ore 18.39 · Mi piace · 1
  • Orazio Di Stefano Peppi' ma è zi filepp ?
    20 marzo alle ore 21.08 · Mi piace
  • Angelo Di Pierro Zì Filippo!!!..... Il nostro spauracchio.
    20 marzo alle ore 21.21 · Mi piace
  • Orazio Di Stefano Ora sappiamo cosa hanno avuto in comune la mia e la tua generazione: ZI FILEPP
    20 marzo alle ore 21.24 · Mi piace · 1
  • Fernando Sparvieri Un mito. Uno spauracchio che rideva sotto i ... baffi.
    20 marzo alle ore 21.36 · Mi piace · 2
  • Angelo Di Pierro Infatti è così Fernando. Abitava di fronte alla mia vecchia casa. Dopo avercela fatta fare sotto, se la rideva sotto i...baffoni.
    20 marzo alle ore 21.38 · Non mi piace più · 3
  • Ennio Di Pierro Nutarangel ni er malament i piaciav lu bicchiric
    20 marzo alle ore 21.58 · Mi piace · 2
  • Peppino Romondio non era cattivo ma ci faveva impaurire di brutto .... io lo ricordo con un cappottone militare lungo con quei baffoni da gatto rampante con la sua andatura lenta e scrutante !!! 
    21 marzo alle ore 11.26 · Mi piace · 1
  • Dario Di Tullio me lo ricordo anch'io ...un bel tuffo nel passato...
    21 marzo alle ore 11.55 · Mi piace · 1
  • Nicolino Ciavatta Grande z flepp
    21 marzo alle ore 12.33 · Mi piace · 1
  • Nicolino Ciavatta birra moretti
    21 marzo alle ore 12.34 · Mi piace · 1
  • Gianni Pepe Z Felepp !!!
    21 marzo alle ore 16.51 · Mi piace

Peppino Romondio


Peppino Romondio
Questa cartolina originalissima della mia collezione privata è stata spedita nel 1936 da Rodolfo Granata all'amico cav.Dall'Oglio di Trieste. Sul retro della cartolina c'è scritto in piccolo prop.riserv. Pietro Marzocchetti-San Salvo .... probabilmente fu lui a commissionare a scopo commerciale una serie di fotocartoline del paese

Peppino Romondio
Questa invece è stata spedita al sig Gigolini Giuseppe di Settimo Torinese dal nostro compaesano Del Villano sempre nell'aprile 1936


  • Umberto Di Biase cand'è bell sand salv me! 
    28 marzo alle ore 19.46 · Mi piace · 3
  • Antonella del Villano Del Villano....chi?
    28 marzo alle ore 20.30 · Mi piace
  • Ottaviano Meola sai peppe questa foto mi fa notare che prima i piani regolatori venivano rispettati e a ragione. Si vede uno sfondo dicielo che fa da protagonista su tutta la prospettiva dello scorcio
    29 marzo alle ore 7.01 · Mi piace · 1
  • Giuliano Stano cand e bell sand salv lu pezz d abbruzz lu rre 
    29 marzo alle ore 12.38 · Mi piace · 1
  • Peppino Romondio A.Del Villano .... forse si tratta di Andrea
    29 marzo alle ore 17.33 · Mi piace
  • Antonella del Villano Non credo ..mio padre Andrea era del 1927 forse l'ha scritta mio nonno Antonio Del Villano,ma questa cartolina ce l'hai tu,Peppino?
    29 marzo alle ore 18.24 · Mi piace