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Ciao Gaetano
 
Gaetano de Vito

Caro Gaetano,

mi sembra ieri, quando ancora studente liceale, prendevi  l’autobus insieme a me e tanti altri ragazzi, per andare a scuola a Vasto.

In mezzo a noi, eri timido, o almeno lo sembravi. 

Noi eravamo lì, su quell’autobus sgangherato di Tessitore, che era quasi un residuato bellico, tutti a far commedia, facendo spesso arrabbiare il fattorino. Tu invece, con quel tuo borsone di pelle, ricolmo di libri, avevi un contegno unico, da bravo ragazzo educato che eri e che sei sempre stato. 

A ripensarci oggi eri già da allora il migliore, il migliore di tutti noi. 

Sei stato, da adulto, persona e medico serio: mai una parola fuori luogo, mai un atteggiamento fuori dalle righe. La Tua umiltà era bontà d’animo. 

Ho avuto spesso occasione di dialogare con Te. Ricordo quando, già cardiologo all’Ospedale Civile di Vasto,  Ti chiesi di venire a visitare mia madre. Non me lo facesti ripetere due volte. Arrivasti a casa, le facesti l’elettrocardiogramma, e mi dicesti che non c’era nessun problema. Alla mia domanda, un po’ imbarazzata, con la quale ti chiedevo a quanto ammontasse l’onorario, mi rispondesti con il Tuo sorriso e con la Tua voce pacata: “Fernando! Ma stai scherzando?”. Già conoscevo la tua risposta.

Non eri il mio medico curante, ma spesso mi capitò di accompagnare nel Tuo ambulatorio, per mia iniziativa, qualche amico che si era sentito male in piazza. Ci facesti subito entrare  e dopo la visita, alla solita domanda sull’onorario, rispondesti sempre allo stesso modo: “Nulla!”. Non importava se chi varcava la soglia del Tuo ambulatorio fosse Tuo paziente o meno.

Questo eri Tu, caro Gaetano, medico figlio di medico, che svolgeva la sua professione che era missione, a cui eri stato abituato sin da piccolo, fedele al giuramento di Ippocrate con umanità, come si conviene solo ai grandi luminari della scienza. La Tua umanità rasentava la santità. 

La Tua prematura dipartita ci lascia sconvolti, con un vuoto dentro incolmabile, così come succede ogni qualvolta ci lasciano su questa Terra per sempre amici o persone degne di essere definite tali. 

Si dice che le brave persone volino in cielo prima degli altri. 

E’ un’amara consolazione. 

Sono sicuro che gli angeli Ti accoglieranno in Paradiso e faranno un gran festa, perché è tornato in cielo uno di loro.

Ciao Gaetano.


San Salvo, 30 Settembre 2020

                                                                                                                                    Fernando Sparvieri

 

 

                                                                                  

                                                                                                                                     

 





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