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Ogni mondo è paese, ma il mio paese è il mio mondo.
Fernando Sparvieri







Ma chi sarebbero li salvanése

I racconti di Fernando Sparvieri



Un po' di storia locale raccontando personaggi










Quel comizio del 1985

di Fernando Sparvieri

A sin. Alfredo Bucciantonio, Sindaco di San Salvo, con l'on. Vitale Artese.


Tra qualche giorno, il 25 Settembre, ci saranno nuovamente le elezioni politiche anticipate. Il governo tecnico Draghi è caduto e quindi il popolo italiano è chiamato a tornare nuovamente alle urne. La guerra in Ucraina, l’impennata dei prezzi dei carburanti e del gas, stanno provocando inflazione e crisi economica in tutta Europa e l’elettore italiano è esasperato: vi è molta sfiducia nei confronti della classe politica e molta gente non vuole più andare a votare.

La scarsa affluenza alle urne non è una novità ormai da anni in Italia, ed è un vero peccato. Gli italiani corrono il serio rischio di perdere l’unico primato che rimane: quello di prima nazione al mondo a recarsi alle urne una o due volte l’anno. La gente non segue più la politica e diventa sempre più populista e qualunquista, dicendo male dei politici sui social ed in ogni dove, in un crescendo di critiche e disistima nei loro confronti.

Un tempo, invece, era diverso. Le piazze erano gremite di elettori durante le campagne elettorali. Anche a San Salvo.

Venivano i big della politica italiana a tenere comizi e folle oceaniche invadevano le piazze. Quanti big sono venuti a San Salvo. Tantissimi, da Berlinguer a Piccoli, da Andreotti ad Almirante. Era uno spettacolo sentirli parlare. Iniziavano a parlare salutando il popolo che era lì ad ascoltarli e poi dopo una breve parentesi in cui parlavano di problemi locali, iniziavano una lunga disamina di problemi nazionali, anche se si trattava di elezioni comunali.

In realtà non è che conoscessero molto bene i problemi locali. Venivano da Roma o da lontano. Prima del comizio si informavano in linea di massima con qualche politico del luogo dei problemi amministrativi della cittadina, gli chiedevano come si chiamassero i capi dei partiti avversi, che in qualche modo dovevano poi criticare, e partivano in strabilianti oratorie, toccando dapprima punti di politica generale, per poi passare a problematiche di carattere locale, concludendo con disamine di problemi di governo a livello nazionale ed internazionale.

Ogni tanto succedeva anche qualche fatterello buffo.

Una sera, eravamo nella prima repubblica, venne a parlare a San Salvo l'on. Nino Sospiri, da Penne (PE), già Presidente dell'associazione giovanile di destra "Giovane Italia", che negli anni '90 diverrà segretario amministrativo nazionale del Movimento Sociale Italiano. Venne a dar manforte a Massimo Desiati, vastese, giovane emergente missino, suo amico di partito e futuro consigliere regionale, capolista a San Salvo per il Movimento Sociale, in una elezione del Consiglio Comunale.

Correva l'anno '85 ed eravamo in piena campagna elettorale per le elezioni amministrative. In Comune c'era il Commissario Prefettizio. La D.C. si era sfasciata e si avvertivano, dopo un trentennio di predominio democristiano, le prime avvisaglie di crisi. Era nell'aria una sonora sconfitta, che poi avverrà, nonostante avessero ricandidato come primo cittadino l'On. Vitale Artese, l'uomo della provvidenza. Nell'82 vi era stato lo storico golpe che in Consiglio Comunale aveva portato sulla poltrona di Sindaco l'ins. Renaldo Altieri, democristiano, a danno del suo "amico" di partito Armando Tomeo, sindaco uscente designato. Con Altieri che il 18 gennaio si era dimesso per motivi giudiziari, gli era subentrato come sindaco l'ins. Alfredo Bucciantonio, che durerà scarsi 5 mesi, spalancando le porte al dott. Antonio Matarrese, Commissario Prefettizio.

Quindi ora si doveva rivotare ed il Movimento Sociale Italiano presentò per la prima volta a San Salvo una sua lista, con a capo l'emergente giovane missimo Massimo Desiati di Vasto. Chi sino ad allora aveva votato alla D.C., ma aveva simpatie di destra, uscì allo scoperto. Probabilmente uno di questi era Pietro Di Clemente, l'ex Segretario Comunale, in pensione, che qualche sassolino dalle scarpe doveva pur togliersi, dopo aver svolto una lunga ed onorata carriera, per più di un decennio, con amministrazioni democristiane.

Il fatto però che fosse Massimo Desiati, un vastese, ivi residente, a presentarsi capolista a San Salvo alle elezioni comunali, non piacque ad Alfredo Bucciantonio, ex Sindaco uscente democristiano, che scrisse un articolo su un giornale in cui sosteneva che Desiati non poteva conoscere a fondo i problemi dei sansalvesi, essendo di Vasto, e che votarlo sarebbe stato un male per San Salvo.

Non so se l'on. Sospiri, prima del suo comizio in Piazza Giovanni XXIII, avesse letto quell'articolo o qualcuno l'avesse informato di quanto scritto da Alfredo Bucciantonio sul giornale. Fatto sta che l'articolo divenne nel comizio oggetto di scontro elettorale.

"Il nostro capolista Massimo Desiati", disse sul palco l'On. Sospiri, "ha capacità politiche ed amministrative indiscutibili e non ha bisogno di prendere lezioni da nessun democristiano”. E poi volendo nominare Alfredo Bucciantonio, che era stato l'autore dell'articolo, aggiunse: “Ha capito, caro signor Antonino Pucci, ex Sindaco di…”

“Bucciantonio! Bucciantonio”, lo corresse, cercando di rimediare alla gaffe, l'ex segretario comunale comunale, sul palco al suo fianco.

“Ha capito sig. Antonio Pucci...”, si corresse l’on Sospiri.

“Bucciantonio! Bucciantonio”, lo corresse di nuovo l'ex segretario comunale.

E l'on. Sospiri: “Ha capito sig. Pucci Antonio...”, e chiuse la parentesi giornalistica, non prima di averne dette di cotte e di crude, politicamente, al "povero" Alfredo, che non so se fece come Totò, in quel film in cui venne scambiato per Pasquale e rideva mentre abbuscava: tanto lui mica era Pasquale.

Evidentemente l'on Sospiri, che non conosceva Alfredo, preso dal fervore dialettico, si ricordò vagamente di qualcuno che secondo lui si chiamava Antonio e che di cognome faceva Pucci, come tantissimi nel pescarese, suo luogo natio.

La politica è stata sempre così. Bisogna sempre attaccare e difendersi dall’avversario di turno, in televisione o sui giornali, in una continua campagna elettorale, che non finisce mai, sia in tempo di elezioni che dopo, quando si ricoprono cariche istituzionali. Non esiste in politica mai pace elettorale.

Se posso permettermi di darvi un consiglio, il 25 settembre, andate a votare.

Non buttiamo all'aria, dopo aver svenduto l'IRI e le aziende a partecipazione statale, orgoglio italiano ed ultimo fiore all'occhiello che il mondo intero ci invidiava, l'ultimo primato che ci rimane: quello di primo popolo al mondo che va alle urne, minimo una due volte all'anno, quando è chiamato a votare.

Scherzi o verità a parte, non perdiamo quest’ultimo diritto che i nostri padri si sono conquistati con strenue lotte per la democrazia e la libertà.

Chi non vota perde sempre, anche la più tenue speranza di contribuire a creare, seppure con tanta fatica, rabbia e delusione, a piccoli passi, per sé ed i propri figli, un' Italia più giusta e migliore.

"Viva l'Italia. Viva la Repubblica", concludeva i suoi discorsi Giuseppe Saragat, Presidente della Repubblica.

11 Settembre 2022

L'on. Nino Sospiri, il primo a sinistra con la barba, insieme all'on. Giorgio Almirante, segretario nazionale del M.S.I. , in un comizio in Piazza San Vitale, in occasione delle elezioni amministrative del 6 Giugno 1982, che portarono al golpe di Renaldo Altieri, eletto sindaco, a danno di Armando Tomeo, entrambi democristiani.




Nota:
Per la cronaca il Commissario Prefettizio, restò in carica sino al 1° gennaio 1986, prima di salutare e riconsegnare le chiavi del Comune, dopo trent'anni, salvo una breve parentesi di amministrazione democristiana socialista, che durò dal 2 Ottobre 1975 al 7 maggio 1976, interamente alla sinistra. Vennero eletti Sindaco Arnaldo Mariotti (PCI), ed il socialista Carlo Cardarella vice sindaco, che il 3 Luglio 1982, avevano dato una prima forte spallata all'on. Artese, contribuendo ad eleggere, con il famoso golpe, il sindaco Altieri. Per onor del vero ad architettare il golpe fu Santino Del Casale, ex vice Sindaco nell'amministrazione interamente democristiana, in carica dal 3 Gennaio 1977 al 2 Luglio 1982. Altieri, che già era stato Sindaco dal 21 Luglio 1972 al 19 Dicembre 1974, era molto indeciso se accettare o meno quanto propostogli da Del Casale, ma si convinse solo dopo che quest'ultimo gli assicurò che lo avrebbero votato i comunisti ed i socialisti. Seguirono anni contrastati e continui ribaltamenti di fronte tra le forze politiche in Consiglio Comunale. Se siete interessati agli eventi sopradescritti ed alla storia locale  della Democrazia Cristiana, si consiglia di vedere il video che segue, dal titolo "L'ERA DEMOCRISTIANA".

Video

L'ERA DEMOCRISTIANA

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