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Ogni mondo è paese, ma il mio paese è il mio mondo.
Fernando Sparvieri







Ma chi sarebbero li salvanése

I racconti di Fernando Sparvieri



Un po' di storia locale raccontando personaggi








Venti di guerra

di Fernando Sparvieri


Anni '60- Cerimonia del 4 Novembre di commemorazione dei Caduti di tutte le guerre al Monumento ai Caduti. Si ringrazia l'amico Silvano Mario Bruno per la foto.


L'uomo fa la guerra perchè non trova pace.

Com'era non auspicabile, i venti di guerra, che dalla Russia soffiavano impetuosi verso l'Ucraina, sono diventati improvvisamente uragani, travolgendo tutti i tentativi di dialogo da parte della diplomazia internazionale, per scongiurare un nuovo bagno di sangue, questa volta, nel vecchio continente.

Non vi è nulla da fare. L'uomo è l'essere vivente più stupido che esista nell'universo. Si fa tanto per strappare una vita umana alla morte e poi si uccidono bambini inermi, donne, uomini indifesi, giovani soldati, nel fiore della gioventù, morti per ragioni che nulla hanno a che fare con la ragione, che pur dovrebbe distinguere l'uomo dagli animali. Le guerre, purtroppo, ci sono sempre state, da che mondo è mondo. Non ricordo un solo giorno della mia vita in cui, in qualche angolo del pianeta, non vi fosse in atto una guerra. Ero un moccioso e sentivo parlare della guerra in Corea, poi nel Vietnam, in Medio Oriente, in Asia, in Africa, in Jugoslavia.

"Ho comprato il giornale c'è guerra in Medio Oriente, il Papa da ponente, prega per levante", era il testo di una mia canzone di insuccesso scritta quando avevo all'incirca tredici anni. Sono trascorsi più di cinquant'anni da allora, e quella guerra, iniziata ancor prima, subito dopo il 2° conflitto mondiale, in quei luoghi sacri, cari al Cristianesimo, che diede i natali a Gesù, è ancora in atto, con generazioni di bambini divenuti uomini e poi nonni, che non hanno mai conosciuto nella loro vita un solo giorno di pace, in un circolo infinito di violenza, odio e ferocia, che si rinnova di generazione in generazione.

Non c'è speranza, che in questo piccolo pianeta che è la Terra, grande neppure un granello di sabbia rispetto all'immenso e sconosciuto universo, vi sia un giorno in cui l'intera umanità, sia capace di vivere in pace. E' l'imperfezione umana, l'egoismo, a generare la guerra. E' l'eterna lotta tra il bene ed il male. E' faticoso fare del bene. E' più facile fare del male. Tutto volge in questo mondo in modo più spontaneo verso il male, a causa della cupidigia, della sopraffazione dell'uno sull'altro e della stupidità umana. Ed invece andrebbe sempre perseguito il bene. Tutti dovremo abbandonare prima o poi il nostro magnifico pianeta. La morte stessa, inesorabile per tutti gli esseri viventi, poveri, ricchi e potenti, è il trionfo del male sul bene ed allora perchè farlo trionfare anche quando si è in vita?

Il bene, la comprensione, la solidarietà, la fratellanza, sono i grandi nemici del male.

E' l'amore la vera ricchezza che l'umanità deve ambire a lasciare in eredità ai posteri, per sperare in un mondo più giusto e migliore.

L'umanità può farcela, anzi deve farcela, prima che sia troppo tardi.



Il marziano
Testo in dialetto abruzzese ed in italiano
scritto negli anni '80 da Fernando Sparvieri

J’ l’aje viste lu marziane,
tu m’ha da crede cumpa’
tinéve la coccie gne n’alimáne
e pe’ la pahure vuléve scappa’.

E annascoste arrete a ‘na fratte,
pensavo è un sogno non è realtà,
e coma nu sórgie che li po’ ‘cchiappa’ la hatte,
teneve pahure a respera’.

Ma il marziano mi ha guardato
e mi ha detto: sei un cretino
se pensavi che io qua sono atterrato,
per mangiarmi qualche bambino.

E prendendomi per mano,
mi ha portato tra le stelle,
dove tutto mi sembrava proprio strano,
ma dove tutto era più bello.

II

E pu’ m’ha dette lu marziane,
le vede cumpa’ ‘ssi coccicappelle,
che ze védene a brilla’ luntane
quesse è ‘na parte de li stelle.

E pu’ m’ha dette lu marziane,
‘ssa palle che gire è la Terre,
addo’ ci stanne ‘na freca de cristiane,
che penzene sole a fa la 'uerre.

E il marziano mi ha guardato,
e ho capito che ero un cretino,
a pensare che lui qua era atterrato
per mangiarsi qualche bambino.

E prendendomi per mano,
mi ha riportato sulla Terra,
e mi ha detto che se un giorno tornerà,
allora non ci sarà più guerra.


27 Febbraio 2022





I racconti di Fernando Sparvieri

Indice

Gente, usi e costumi del mio paese



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LI SALVANESE

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I forestieri a San Salvo



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(Emilio Del Villano)















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