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Ogni mondo è paese, ma il mio paese è il mio mondo.
Fernando Sparvieri







Ma chi sarebbero li salvanése

I racconti di Fernando Sparvieri



Un po' di storia locale raccontando personaggi










Le corse di go-kart
(Le balle di paglia)

di Fernando Sparvieri


Corsa go-kart


All’improvviso, un sabato sera, le strade di San Salvo si riempirono di balle di paglia.

"Ma che succede?”, incominciarono a chiedersi molti sansalvesi che con la paglia, ma non a balle, avevano da sempre avuto a che fare.

Dumuane ci stà la carze de cocart!” (Domani vi sarà la corsa di go-kart).

Li cocart? E chi è?’” (I go-kart? E cosa sono?) si informava curioso qualcuno che di quelle gare non ne aveva mai sentito parlare.

E’ na carze de machiniccie!” (E’ una corsa di piccole automobili).

Pochissimi sapevano a quei tempi che cosa fossero i go-kart.

Eravamo verso la fine degli anni '60 e la SS.16 ormai non passava più in mezzo al paese. Anche l’ultimo tratto della SS 16 Adriatica, da San Salvo Marina a Punta Penna, dopo la realizzazione del cavalcavia ferroviario a Vasto Marina, era stato aperto al traffico e quindi Via Roma e Corso Umberto I, non erano più attraversate dalla nazionale.

Alcuni giovani della Polisportiva Libertas, tra cui Felice Tomeo, che all’epoca era segretario giovanile della D.C., un giovanissimo Mario Cirese, l’avvocato, ed altri, pensarono di organizzare una gara di go-kart in un circuito cittadino, con il benestare dell’Amministrazione Comunale, all’epoca interamente democristiana. Erano i tempi della prima industrializzazione e la D.C. cercava di stupire ancor più la gente organizzando manifestazioni al passo con i nuovi tempi, sconosciutissime ad una civiltà sino a qualche anno prima prettamente contadina.

E così venne organizzata la prima gara di go-kart a San Salvo.

Il giorno seguente, domenica, Piazza Municipio si trasformò in un box di go-kart a cielo aperto. I bambini, attratti da quelle macchinine, che ricordavano i loro carretti di legno con le ruote a sfera, le passavano in rassegna facendo il giro della piazza, mentre i piloti, che erano tutto fare (meccanici, gommisti), mettevano a punto i motori che scoppiettavano con il classico rumore dei 2 tempi.

Erano 2 le categorie in corsa: le 48 cm3 e le 125 cm3, che correvano in due gare ben distinte.

Alle 14.00 la partenza della prima gara, le 48 cm3. Il circuito, delimitato dalle balle di paglia alle curve, era il seguente: si partiva da Piazza Municipio, si scendeva sotto al Monumento ai Caduti in C.so Umberto I, si svoltava a sinistra a la curve de la Jnnarille (2° vico Umberto I ), si girava ancora a sinistra a la puteche di Lìzzarille (Domenico Jezzi) immettendosi in Via Roma, si passava dinanzi al Monumento a Caduti, si girava a destra in lieve falso piano in Via San Giuseppe, si svoltava su Via De Vito, passando dinanzi alla Scuola Elementare, poi svolta a sinistra su C.so Garibaldi, si scendeva verso la Porte de la Terre, si girava su C.so Umberto I, passando dinanzi ai negozi di Balduzzi (tessuti e alimentari) e si giungeva all’arrivo in P.zza Giovanni XXIII. Quanti fossero i giri da compiere non lo ricordo, ma le gare terminavano sempre nel tardo pomeriggio.

Alla partenza i go-kart si posizionavano su una griglia ben dipinta con la calce sull'asfalto, identica a quelle che si vedono oggi nelle partenze delle gare automobilistiche. All’accensione dei motori, che “spetetejevene” (sparavano ogni tanto come scorreggie), il fumo generato dalla miscela, frammisto alla puzza dell'olio bruciato, invadeva l’aria, ma nessuno si preoccupava di non respirarlo, anzi era un odore moderno, che inebriava. La gente, distribuita lungo tutto il circuito, assisteva alla gara sui marciapiedi, tributando applausi a non finire ai piloti, giro dopo giro. Accaddero anche fatti buffi, come quella volta, che un go-kart si fermò per un guasto dinanzi a Balduzzi e Necole Fecatazze si volle rendere utile per aiutare il pilota a spostare il mezzo: lo afferrò con una mano dal tubo di scappamento, rilasciandolo immediatamente con un grido sovrumano alla Fantozzi.

Da allora, secondo me, odiò un po' lo sport. Difatti, durante una corsa ciclistica per amatori, sempre in quel periodo, correva anche Pietruccio Marzocchetti, alla vista di un gruppetto di corridorri, tutti sudati, gridò loro: "Fato schife".

Le corsa di go-kart in quel periodo divennero frequenti a San Salvo ed iniziarono a svolgersi ogni anno, sino agli inizi degli anni '70. Quando la sera un camion scaricava le balle di paglia, significava che il giorno appresso vi sarebbe stata la corsa di go-kart.

Un pilota degno di menzione, vincitore a San Salvo, fu un giovanissimo Edoardo Suriani da Monteodorisio, ingegnere, appassionato di motori, figlio di Don Pompeo Suriani che era stato Presidente della Provincia, il quale aveva proprio una faccia da corridore automobilistico e che secondo me era stato uno degli ispiratori della manifestazione.

Qualche anno più tardi fu la volta di Nicola Colantonio, oggi nostro concittadino, figlio di Trentino, famoso per aver aperto la prima Scuola Guida a Vasto, che dopo le vittorie anche a San Salvo, fece il salto di qualità, dedicandosi alle competizioni nazionali ed europee, diventando campione italiano nel 1970.


Nicola Colantonio

Dedica una menzione particolare un personaggio unico, estroso, da tutti conosciuto come Baffone, per via dei suoi lunghi baffi. Di origine forse riminense trapiantato a Vasto, Baffone faceva il gommista nel quartiere vastese Shangai (Zona di Via Pescara) ed era proprietario anche di una Ferrari. Ricordo che ad ogni giro passava accompagnato dal un rumore scoppiettante del motore del suo go-kart, che non produceva molta velocità, forse frenato dall'attrito con l'aria dei suoi enormi baffi, che lo resero popolare non solo nel circondario, ma in tutta Italia, essendo conosciutissimo dai molti camionisti di passaggio nel tragitto della S.S. 16, che sino a qualche anno prima aveva attraversato i centri abitati di Vasto e di San Salvo.




Ed alla fine, merita una simpatica citazione anche Mario Ronca, l’elettrauto, che era venuto da un paese vicino a Pescara (fu il primo ad aprire un’officina di elettrauto a San Salvo), che in quegli anni si era appassionato in modo strepitoso al mondo dei go-kart. Dopo una sua vittoria a San Salvo, venne portato in trionfo per la premiazione in Municipio, adornato con una corona di alloro al collo, come si deve ad un campione vero di automobilismo.

Ricordo un aneddotto di Mario Ronca in quel periodo, che dimostra tutta la sua passione per quel mondo di piccoli motori. Un sabato sera si recò al negozio di alimentari di Balduzzi per giocare la schedina. Arrivò tardi e Balduzzi, che aveva già chiusa la ricevitoria (il sabato sera le schedine dovevano essere consegnate ad una certa ora all’agenzia principale del Totocalcio a Vasto, gestita da Massacesi), gli disse: “Se vuoi te la gioco io la schedina da Massacesi a Vasto”.

Mario gli diede la schedina al cui retro non aveva scritto il nome. Balduzzi gli disse: “Come ci scrivo? “.

“Ronca Mario, aspirante campione”, gli rispose Mario.

Non solo Mario a quei tempi era un aspirante campione.

Era aspirante campione anche San Salvo.


10 novembre 2014

Fernando Sparvieri








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