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I racconti del maestro Evaristo.

La bottega di Mastro Luigi.


IL VESTITO DI PASQUALINO

di Evaristo Sparvieri

Pasqualino Di Iorio, studente universitario a Roma, dovendo ripartire col treno delle ore 16  per la Capitale, pregò Mastro Luigi  di mandare a casa sua un apprendista a prendere il suo vestito da stirare.

Mastro Luigi , a malincuore, (perché sapeva che non l’avrebbe  pagato, essendo mezzo parente) vi ci mandò l’apprendista Guido Tomeo (di una diecina d’anni) che, quando tornò, era scosso ed  impaurito,  perché  Donna  Felicetta  (la mamma  di Pasqualino) l’aveva violentemente rimproverato, perché aveva chiesto di dargli il vestito di Pasqualino e non di “Don Pasqualino”.

Mastro Luigi, dopo aver eseguito accuratamente il lavoro, ordinò allo stesso apprendista  di  riportarlo  dietro, ma questi, dato il precedente spiacevole inconveniente,  si rifiutò di farlo.

Allora, Mastro Luigi, rivolgendosi al  secondo  apprendista,  Gino Mariotti (quasi della stessa età dell’altro) gli disse: *“Arpurtejele ti, e de’ a Donna Filiciatte: “Ecche lu vustete de Pasqualine, te le manne Do’ Luegge”.

 

*Riportaglielo tu, e dirai, a Donna Felicetta: “Ecco il  vestito  di  Pasqualino, te lo manda Don Luigi”.