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I racconti del maestro Evaristo. 

La bottega di Mastro Luigi.


IL SERGENTE   CARABBA

di Evaristo Sparvieri


Durante il secondo conflitto mondiale, era di stanza a San Salvo, un plotone di fanteria che aveva il compito di produrre legna nel nostro bosco “motticci” per i vari usi attinenti alle necessità  che gli eventi bellici richiedavano.

Tale plotone era formata da militari della cosiddetta “territoriale” perché non idonei ai servizi puramente bellici, sia per  precarietà di salute e sia per età un tantino avanzata  dei   componenti   il  plotone stesso.

Fra i sottufficiali ve ne era uno: ambizioso, saputello e pieno di sé (per il grado che rivestiva), un tantino  rozzo e di  cultura  molto ridotta: il suo cognome era “Carabba”.

Un giorno il Sergente Carabba si presentò alla bottega di Mastro Luigi, pregandolo  di  attaccargli  i  “gradi“ su una  giubba nuova  ricevuta di recente dall’Amministrazione Militare, e mai indossata prima di allora.

Mastro Luigi, in sua assenza (conoscendo il tipo) eseguì  l’opera richiestagli, attaccando i”gradi” (bell’apposta) nelle  parti  anteriori delle maniche, anziché in quelle laterali, come  la  norma impone, nel rispetto delle regole militari.

Alle rimostranze dell’interessato, Mastro Luigi gli fece capire che in quella maniera i “gradi” erano più appariscenti e visibili  da  lontano e  che  i militari  che l’avrebbero   incontrato  frontalmente, non  avrebbero potuto  esimersi, in  alcun  modo, dal  salutarlo  o  trovare giustificate scuse al mancato rispetto di cui  egli  degnamente  aveva diritto.

Carabba  si  convinse,  ringraziò  il  maestro  per  la  genialità  della trovata e tutto soddisfatto lasciò la sartoria.

Mastro Luigi che  era  un  figlio di *…  agli amici  diceva :“L’hja  fa  bbuttà gne nu puallệune” (Lo devo far gonfiare come un pallone).

Di conseguenza, Carabba, aumentò la sua prosopopea ed il passo divenne più imponente e cadenzato.  

                                                         

* Detto nel senso di” scaltrezza”.