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I racconti del maestro Evaristo.

La bottega di Mastro Luigi.


LI  COLACOLE

di Evaristo Sparvieri

 

Durante il secondo conflitto mondiale, e precisamente nel periodo invernale, e parte di quello  estivo, relativi agli  anni quarantatrè e quarantaquattro del secolo scorso, la nostra San Salvo fu centro di smistamento delle Forze Armate Inglesi, relativo alle operazioni belliche, contro i Tedeschi, allorchè il fronte si era assestato, per parecchi mesi, sulle sponde del fiume Sangro.

Il nostro Paese, in quella occasione, si vide trasformato in una grande piazza d’armi, ed in ogni dove, anche nelle viuzze più recondite, non mancavano automezzi militari, depositi di armi e di munizioni e di  quant’altro era necessario ai rinforzi, ai rifornimenti ed ai rincalzi delle truppe  operanti  sul fronte delle operazioni belliche.

Tale permanenza ebbe luogo anche per alcuni mesi della  stagione calda, per cui, nel paese, come al solito, riapparvero le mosche in numero abbastanza considerevole.

Gli Inglesi, ed in special modo gli Ufficiali, perché indossavano pantaloncini corti fino alle ginocchia, si erano muniti di aggeggi fatti di crini, a mo’ di codino di cavallo, con cui  scacciavano i fastidiosi insetti,  insistenti aggressori delle loro nude gambe.

Mastro Luigi, osservando scene di tal genere, se ne venne fuori con questa frase:

“Li ’nglese   hanne  pahihure chi ni  i  pezziche li  mêscule; a ni, i pezziche li “colacole”* e ‘n zi ni manc’ addunuame”, e chesse fanne tutte ssa cummuedie".

* Gazze ladre.

trad. "Gli inglesi hanno paura che di essere punti dalle mosche. A noi ci pungono le gazze ladre e neanche ce ne accorgiamo".