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I racconti di Fernando Sparvieri

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continua da pag.40


Ma chi sarebbero li salvanese?
(Un po' di storia locale raccontando personaggi)

di Fernando Sparvieri

Capitolo XL!

PASQUALE SPINELLI
(Calciatore allenatore della U.S. San  Salvo)



Alla fine se ne contarono 33.

33 furono infatti i gol che segnò Pasquale Spinelli nella U.S. San Salvo, il calciatore che Angelo Benedicto Sormani, brasiliano, ex compagno di squadra di Pelè nel Santos e futuro centravanti del Milan e della nazionale italiana, aveva definito l'uomo più veloce del vento, quando nel '63
 se lo ritrovò suo compagno di squadra nel  Mantova in serie A.

Aveva avuto compagni di squadra illustri Pasquale a Mantova. Oltre ad 
Angelo Benedicto Sormani, suo grande estimatore, aveva giocato insieme a  calciatori del calibro di Dino Zoff,  di cui era stato compagno di stanza nei ritiri e nelle trasferte, a Bruno Nicolè, futuro centravanti della Juventus, a Gigi Simoni, a Gustavo Giagnoni, ed a quel Karl Heinz Schnellinger, il biondo terzino tedesco, che qualche anno dopo aver approdato anch'egli al Milan insieme a Sormani, ci diede quel grande dispiacere segnando il gol del pareggio al 90° (1 a 1), costringendo la nazionale italiana ai tempi supplementari in quella storica semifinale tra Italia e Germania Ovest, ai Mondiali di Messico '70, fortunatamente terminata poi  per gli azzurri 4 a 3.  

Ora, che ci faceva qui, allo stadio comunale di San Salvo, un calciatore di siffatta levatura tecnica, in grado di bucare le difese avversarie con il pallone che partiva come una saetta, andandosi ad infilare nel sette, non lasciando scampo al portiere avversario?

Come scritto nel capitolo precedente, era successo che proprio quell'anno, a fine settembre '67, dopo la costruzione dello stadio comunale, era stata costituita la prima società sportiva calcicistica sansalvese, di cui era stato nominato Presidente il cav. Virgilio Cilli e Presidente onorario il Sindaco Vitale Artese, affermato uomo politico locale e regionale. La squadra,
il 14 ottobre 1967, era stata affiliata alla FIGC, con il numero di matricola 47000, e militava nel campionato di III categoria della zona.

A campionato in corso, Vitale Artese, che voleva che la sua squadra lo vincesse ad ogni costo, si rivolse a Guido Angelini, Presidente del Chieti, iscritto al campionato nazionale di serie C, affinchè gli desse una mano per costruire a San Salvo una squadra forte.

Angelini,  intimo
amico di Artese, non ci pensò due volte e gli consigliò di prendere una suo ex calciatore,  non più giovanissimo, un'ala  sinistra che era stata ceduta proprio quell'anno al Maglie in serie D e che aveva saputo non si trovava molto a suo agio nella città pugliese.

Quell'ala sinistra era Pasquale Spinelli, 
da Sant'Omero alla Vibrata (TE), che dopo un brutto infortunio alla tibia ed al perone, rimediato quando era calciatore proprio a Mantova, aveva subito, come si dice in gergo calcistico, una parabola discendente, ed era finito al Chieti, diventando l'idolo dei tifosi chietini.

Angelini si calò a tal punto nella veste di  consigliere di Artese che divenne mecenate: stacco dal suo libretto di assegni la somma di  500 mila lire e disse di andare a riscattare Spinelli dal Maglie.

Con l'assegno in tasca, Virgilio Cilli, il Presidente, Felice Tomeo, Segretario della società sportiva, Ennio Di Pierro, consigliere e Vito Di Gregorio, nipote di Virgilio, partirono da San Salvo e dopo una trattativa che non si rivelò facile, portarono Spinelli a San Salvo.   

Angelini aveva consigliato bene.

Spinelli era davvero un calciatore di un altro pianeta.


Era un giocatore che aveva calcato i campi di serie A e si vedeva. Ormai sulla trentina, con i baffetti, non altissimo di statura, con i muscoli robusti alle gambe, era velocissimo. Durante gli allenamenti  batteva tutti ai 100 metri.

Divenne calciatore allenatore.

Ciò che impressionava era la sua grande esperienza. Pur essendo un attaccante naturale, si era trasformato per l'occasione in centrocampista difensivo, illuminando il gioco per poi all'improvviso far partire certe fiondate, a volte da centrocampo, che partivano come missili, gonfiando la rete.

Non lo vidi mai esultare. Dopo ogni gol, se ne tornava camminando mogio mogio al centro del campo,
 con i suoi baffetti e con il capo un po' reclino, serio, come se non avesse fatto nulla di eclatante, ma solo il suo dovere. D'altronde era una vita che faceva quel mestiere. Da giovanissimo aveva debuttato nella Sant'Egidiese, per poi passare all'Ascoli, prima del grande salto in serie A.



Anno 1982 -
Pasquale Spinelli, a sinistra, con Dino Zoff, suo intimo amico, e Fernando Sparvieri



Naturalmente Spinelli non era solo . La società, alla sua prima esperienza in un campionato di calcio, aveva allestito una bella squadra, con i migliori talenti della zona.

Vi era ad esempio il il mitico capitano, non più giovanissimo, Umberto Stella da Fresagrandinaria, detto Pecos, calciatore d'esperienza avendo militato per un periodo, almeno così si diceva, nella Pro Vasto. Era un libero d'altri tempi. Famose erano le sue rovesciate alla Pecos, come quelle alla Parola, e strappava gli applausi con le sue respinte al volo, un po' alla viva il prete. Quando il pallone arrivava adde e chiammue (alto ed a piombo) e pericolosamente stava per ricadere nella zona di sua competenza, lo colpiva secco al volo, rispendendolo nell'area avversaria, facendogli  lambire il cielo. Mi disse quando già aveva appeso le scarpe al chiodo: "Io intanto il pallone l'ho rimandavo nella loro area. Prima che ritornasse nella nostra tempo ce ne voleva".  Era dipendente SIV.

Altro bravissimo calciatore era Michele Ranalli, il futuro geometra del Comune. Originario di Scerni e vissuto da bambino a Cupello, da giovanissimo si era trasferito con la famiglia  a la staziàune (in C.da Stazione), dopo che suo padre Umberto, carabiniere in pensione, era stato assunto come custode, giù alla I.CO.MI.  Era un terzino magro e roccioso, con il fisico alla Tardelli. Durante la partita non sorrideva mai e non concedeva nulla agli avversari.  Dov'era lui non si passava.

Vi erano poi quattro ragazzi palmolesi, che aveva suggerito al San Salvo Elio Pagano di Palmoli, cognato di Leone Balduzzi: erano i due fratelli Masciulli, insuperabili difensori, Contini, ala sinistra,  e Maioli, terzino. Poi vi erano
i portieri Perrotta e Di Lena, oltre al centrocampista Cappella, tutti e tre petacciatesi; il cupellese Lanfranco; il monterenese D'Ascenzo; Amodio, il funambolico attaccante già della Vastese, ed i sansalvesi Michele Molino, estroso ex attaccante della Tenax, e Gianni Mariotti, ex calciatorino in erba della Velox, insuperabile mediano.

Fu una cavalcata trionfale.

Il San Salvo vinse il suo primo campionato e la Coppa Disciplina.

Naturalmente la stella più rifulgente fu lui, Pasquale Spinelli, capocannoniere del torneo.

Alla fine se ne contarono 33.


Da sin. in piedi:  D'Ascenzo, in borghese, Spinelli, Perrotta, Masciulli I, l' Avv. Mario Cirese, il dr. Vitaliano Ciocco, medico sociale, il Cav.Virgilio Cilli, Presidente, Pietro Marzocchetti, Maioli e Stella. Accosciati da sin. Di Lena, portiere, Francesco lestingi, massaggiatore, Lanfranco, Franceschini,  Mariotti, Cappella, Lentini, Amodio, allungato Masciulli II.




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