www.sansalvo@ntica.it
HOME








I racconti di Fernando Sparvieri

Vai alla bacheca di Fernando


LA IALACCERIA
(Carnevale 1980)

di Fernando Sparvieri


 Ialacceria.15.1.1983

Se fossero nati a New Orleans sarebbero stati degli ottimi jazzisti.

Per nostra fortuna invece sono nati a San Salvo e quindi hanno deliziato il popolo sansalvese con la loro arte povera, ma ricchissima di folclore.

Sto parlando della famiglia Ialacci, quella il cui capostipite si chiamava Vitale che sposandosi con Maria Torricella, appartenente a “chelle de Capurale”, ebbe 6 figli: Vito (Vitarille), Teodoro (Dichidore), Antonio (‘Ntunuine Alacci), 
Angelo (Angiuline Alacce) purtroppo tutti  e 4 deceduti,  Silvio (Selve lu buarreste) e Lidia, gli unici sino ad oggi, e speriamo per tanto tempo ancora, a tena' lu frànte (a tenere il fronte, ad essere in vita).

Sono rimasto sempre affascinato da questa straordinaria famiglia purosangue sansalvese che, oltre a porre il lavoro al centro della loro esistenza, ha lasciato un segno indelebile nell’interpretazione dei canti folcloristici locali.

Maschi o femmine non facevano differenza: tutti avevano nel loro DNA il ritmo musicale e la passione innata per la musica popolare e per l’arte.

I capodanni, le Pasquette, i "Sant'Antonie",  i “Sante Sabbastiane”, le Miscaráte (I Carnevali) da loro interpretati, oltre ad essere unici nei modi espressivi e nelle intonazioni delle caratteristiche voci, avevano il sapore della spontaneità e della genuina tradizione contadina sansalvese.

Oggi questa eredità artistica è custodita intatta dai figli e dai numerosi nipoti.

Nel video "Carnevale 1980", gentilmente offerto alla libera visione da Alfonso Franciotti (Foto clic), che potrete vedere di sotto, possiamo avere un’idea della loro genialità interpretativa. Alcuni rappresentanti della famiglia, coadiuvati da un nutrito gruppo di amici sansalvesi, interpretano “Popolo mio”, antica rappresentazione carnascialesca in cui Carnevale è l’inimitabile Vitarille e sua moglie è Mario Ialacci, figlio di Dichidore.

Si scorgono nel filmato una nutrita rappresentanza di altri attori e maschere, alcuni purtroppo scomparsi, che sono: Denate Angelaune (il sindaco), Vitale Chioditti (il medico), Bastiane Valendene (il prete), Lido Ialacci (il notaio), Antonino Chioditti (la morte), Vitale Ialacci, altro figlio di Dichitore , nella parte del garzone di Carnevale.

Nel ruolo di consolatrici sorelle della vedova, dopo la morte di Carnevale, si riconoscono  Nicola Romandia, marito di Lidia Ialacci, Fernando Colameo, Tonino Cilli (adesso Vecchio Casale ed un tempo Tonine Lu Ciurluccie) e Rocco Ialacci, figlio di Ntunuine.

Altri interpreti: Umberto Di Biase (Biascille) nel ruolo del cocchiere, Di Gregorio Antonio  (il figlio di Carnevale), Rocco Di Petta (riconoscibile sotto la bombetta), oltre ai vari all'epoca giovani “pulcinella” Osvaldo Menna, Marcello Di Nello, Umberto Colombaro e  Angiolino Ialiprete.
Enrico Vallone e Giuseppe Lozzi invece interpretano il ruolo delle guardie municipali agli ordini del Sindaco Denate Angelaune.

Alla fisarmonica, con un cappello "nghe la gioffe", non poteva mancare il fantastico Angiuline Ialacce, che con il suo brioso tocco da veterano fisarmonicista, alternando con i bassi le seminime con crome nel ritmo del walzer, accompagna tutta la sceneggiata.

La banda che precede la sfilata è composta dai giovanissimi Enzo Marzocchetti alla tromba, Nicola Iannace e Angelo Longhi ai sax, Giuseppe Di Stefano (Peppino la guardia) al rullante  ed il mitico Turdò ai piattini. 

A cadenza ventennale gli eredi degli antichi Ialacci hanno deciso di riproporle.

Di seguito potrete vedere i due video del 1980 e 2000, con l'augurio di rivedere il prossimo nel 2020.

                                                                                                                                                Fernando Sparvieri

    CARNEVALE 1980
 




CARNEVALE 2000
 
 
 




Vai alla bacheca di Fernando

HOME